Matura di Arezzo per Scopare Duro

Arezzo, Annuncio del 23 ottobre 2015


Rosella, 44 anni

Scopare è una delle cose che mi è sempre piaciuto fare da quando, quasi maggiorenne, conobbi le gioie del sesso. I miei inizi, come quelli di quasi tutte le ragazze inesperte, furono conditi di sentimento che animava la poesia di trovare il mio principe azzurro che trovai in quel ragazzo divenuto in seguito mio marito.
Come avviene quasi sempre, alla poesia del sentimento che chiamiamo amore, subentra l’abitudine, la noia del quotidiano, l’assuefazione a certe emozioni che non sono più tali ma che si trasformano in una routine vuota e prima di stimoli.
E’ stata questa la molla che mi ha indirizzata verso la ricerca di un sesso fine a se stesso che, però, poteva offrirmi il brivido del proibito; il tradimento carnale verso un inconsapevole marito che puzzava di stantio e noia; l’emozione di conoscere nuovi brillanti amanti che volevano da me solo la fica.

Ho iniziato a scopare duro sin dal mio primo tradimento. Il partner di quella mia prima scappatella, era un mio collega di ufficio: un single belloccio che amava parlare sempre delle sue avventure sessuali dove evidenziava ogni particolare dell’arte amatoria che sapeva fare. Non ne parlava apertamente con me bensì con altri uomini compagni di stanza, pronto a tacitarsi il momento in cui entravo nell’ufficio ma solo dopo aver bene origliato alla porta senza farmi scoprire. Osservandolo attentamente, potevo intuire come fosse dotato e visualizzavo il suo pene in ogni angolazione tanto da eccitarmi della cosa e correre in bagno dove ero costretta a tirarmi un ditalino di consolazione. Presi così la decisione di provocarlo e, ogni mattina con cura, mi vestivo per essere attraente.

Vero che la mia carta di identità parlava di una donna matura, ma mi confortava il vedermi riflessa allo specchio dove potevo vedere un seno generoso ma ancora piacente, marcato da scure aureole dominate da capezzoli che opportunamente induriti dalla voglia diventavano dei veri cilindri impossibili da trattenere; le gambe ben tornite che terminavano con una curata peluria nera che proteggeva una deliziosa fica pronta ad inumidirsi al primo contatto. Forte di questa forma di autostima, decisi che era giunto il gran giorno. Approfittando di un lavoro che era necessario terminare, rimasi qualche tempo di più dell’orario di uscita ben consapevole che il mio collega avrebbe dovuto fare altrettanto. Tra noi non c’era molta confidenza ma, soli com’eravamo nella stanza in penombra, non fu difficile attirare la sua attenzione con studiate mosse che tendevano ad evidenziare il mio corpo.

Mi appoggiai al tavolo dov’erano delle carte con posa maliziosa che era un invito ad incularmi, messa com’ero alla pecorina e mostrando la gonna lievemente sollevata e che lasciava intravedere la calza autoreggente. Sentivo il suo sguardo corrermi su tutto il corpo tanto da eccitarmi al pensiero. Si avvicinò a me come se dovesse analizzare lo stesso documento ma, in effetti, stava sbirciando dentro la mia camicetta mezza aperta che lasciava vedere il reggiseno trasparente dove si stavano gonfiando i capezzoli. Non disse nulla ma posò una mano sui miei capelli per poi prendere la nuca per voltare il mio viso al suo. Feci uno sguardo di sorpresa (le donne sanno fingere bene) ma docilmente feci ciò che mi chiese dal momento che prese la mia mano facendola appoggiare sul suo cazzo che si stava indurendo. Estrassi quel membro promettente dalla zip dei pantaloni e mi abbassai a succhiarglielo per bene prima di offrirgli la mia fica già aperta.

Lui scostò le mutandine trovando subito la strada per infilarmelo con un colpo secco e poi stantuffarmi a dovere. Il solo contatto con un nuovo cazzo voglioso mi fece raggiungere il primo orgasmo che lubrificò tutta la mia fica grata di tanto piacere. Esplose in me con una tale violenza che neppure ricordavo mai di aver provato e, ancora turgido, me lo infilò in culo. I miei sensi erano travolti da tanto piacere che gli ero riconoscente per avermi fatto rinascere sessualmente. Finalmente stavo godendo come un tempo e quel pene duro e nodoso che veniva in continuazione, era la conferma di tutti quei racconti dove magnificava il suo modo di scopare. Ora toccava a me a godere come una vera troia. Da quella volta, mi fermai spesso fuori orario per godere di scopate dure e lunghe ma non avevo remore nel recarmi al bagno per raggiungerlo dopo un cenno di intesa per spompinargli il cazzo e nutrirmi del suo sperma caldo.

Da allora, mi propongo come donna matura che vuole scopare duro con qualsiasi uomo in grado di farmi godere.


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