Mora Tettona In cerca di Esperienze Sessuali

Rovigo, Annuncio del 20 gennaio 2016


Fabiana, 35 anni

La vita nella provincia scorre lentamente, senza grosse emozioni.

Ho trentacinque anni, una laurea in sociologia, un'occupazione come insegnante in una scuola privata che sta a 35 km da casa.
Vivo al quarto piano di un grigio palazzo di Via Cavour, nel quartiere che una volta era residenziale. Ora ci abitano poche famiglie, qualche pensionato, diverse famiglie di immigrati. la sera, questo viale alberato e con poche vetrine si anima di vita propria, perché proprio qui si sono concentrati tutti i locali, i bistrot, i ristoranti, per la verità sono solo due, e il cinema Roxy, che proietta, comunque film in prima nazionale. Io adoro il cinema, ma non ci vado mai, perché andarci da sola mi annoia, come mi annoia tutta questa vita sempre uguale, sempre regolare.

La mia vita sentimentale?

Un disastro! ho avuto un fidanzato, Luca, per otto anni. Metodico, regolare, tifoso del Milan ed appassionato di borsa. Uno come tanti, tranquillo, calmo, prevedibile.
L'ho lasciato! Troppo prevedibile, troppo metodico, troppo calmo.

Io, anche se sono nata a Brescia, ho origini partenopee. Nonna Carmen era di Posillipo e, raccontava, lei aveva origini catalane.

Deve essere questa radice, che mi rende molto " terrona" pur essendo figlia di uno di Bolzano e di una mamma tedesca.

Si, infatti, sono scura, mora, poco alta, occhi neri labbra carnose e due grosse tette, che da piccola mi mettevano in imbarazzo. Ora ne vado fiera, anche se la maggior parte degli uomini si sofferma lì con lo sguardo senza troppo indugiare.

Ad angolo tra via Cavour e viale dei Platani, da poco la gestione del bar, tavola calda, take away, pub e paninoteca, è cambiata. Prima si chiamava da Romolo, era triste spartana, provinciale. Ora a gestirla è arrivato Alvaro, da Barcellona. Non è chiaro perché si sia trasferito qui, ma il suo sguardo magnetico, e il suo fare un poco da cialtrone e un poco da filibustiere, mi intriga. La mattina ho iniziato ad andare a fare colazione da "Alvaro's cafè", ora si chiama così il suo bar. Non è cambiato molto ma il suo fascino e il suo carisma lo rendono un luogo caldo, accogliente, ospitale.

Spesso mi ritrovo a pensare fra me e mi accorgo che anche io custodisco un luogo caldo, accogliente, ospitale, che sarebbe ben lieto di incontrare il membro di Alvaro! Dai suoi pantaloni attillati è facile immaginarlo, duro, possente e con una forza pari allo sguardo penetrante, che Alvaro, tutte le mattine, mi rivolge, guardandomi prima le tette senza pudore, e poi dritto negli occhi in senso di sfida, ma desideroso di entrare dentro di me.

Io seduta, sempre al solito tavolo, quello di fronte al bancone, lo guardo senza distogliere lo sguardo e immediato, come un fiume in piena, un liquido caldo mi scivola giù tra le gambe. Basta un suo sguardo e il desiderio si accende. Resto seduta, ma lentamente un fremito inizia a percorrermi la schiena e poi giù fino al pube, che pulsa e fa male.

I capezzoli, turgidi e duri, spuntano dalla maglietta nera attillata. Alvaro lo nota e sorride.

Mi porta il caffè e si siede al mio tavolo. Il suo sguardo impassibile mi penetra, avverto una fitta. E' di fronte a me, porge la mano, sotto il tavolo, sfiora la mia gamba, un altro fremito, lentamente mi apre le gambe, io lo guardo dritta negli occhi, impassibile, ma in preda a mille emozioni.

La mano calda e sicura sale spedita sotto la gonna, sposta l'elastico dello slip, e giunge dove ormai vi è un lago.

Io resto immobile, ma con la mano, contemporaneamente, sfioro il suo membro, ormai gonfio e imponente.

E' una situazione border line. Il bar è pieno di clienti. La macchina del caffè sbuffa vapore e il tintinnio dei piattini delle tazze accompagnano piacevolmente quel sottofondo di musica new age, che Alvaro ha importato nella squallida provincia.

Io vivo nella bolla, avverto ogni cosa, ogni rumore, ogni brusio, ma sono concentrata su quello sguardo magnetico. Sbottono i jeans e mi insinuo nel fodero di quell'arma così pericolosa e potente.

E' duro, pulsa, e vorrebbe uscire da quel nascondiglio e ficcarsi in qualcosa di più caldo e accogliente. Ma sono le nove del mattino di un qualsiasi giovedì. Tra mezz'ora ho lezione!

Lo sguardo magnetico, la mano capace, l'ambiente assordante, provocano un'esplosione di sensi. Mordendomi il labbro sorrido, Alvaro, per un attimo, distoglie lo sguardo ed esclama: hermosa mi guapa!


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